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Di Silvana Citterio

27 giugno 2026

La collaborazione tra IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), l’associazione capofila di Rete Milanosifastoria, e la Sezione Didattica del Museo del Risorgimento si è avviata nel dicembre 2021, sta proseguendo positivamente e ci auguriamo possa svilupparsi negli anni futuri. Si è trattato di un felice incontro, facilitato da buone relazioni personali e fondato su una visione condivisa della storia e della sua pratica didattica.  
Dal 2021 al 2026 la Sezione Didattica del Museo del Risorgimento e IRIS – Milanosifastoria hanno condiviso i progetti: VA’ PENSIERO: l’irresistibile viaggio delle idee, dal Risorgimento a oggi e GRIDO DI LIBERTÀ.
Il primo era, a sua volta, articolato nei tre percorsi tematici:

– Lettere dal Risorgimento, sulle Cinque Giornate di Milano (18 – 22 marzo 1848)

Vestiamoci di ideali, su vestiti e simboli di identità e riconoscimento reciproco dal Risorgimento a oggi

Lettere dall’esilio, su figure di esuli del Risorgimento italiano (quali Cristina di Belgioioso e Giuseppe Mazzini) e su esiliati del Novecento (Maria Zambrano, Antonio Machado o i profughi istriani nel 1946).

Il progetto viene replicato con varianti negli anni 2021-2022, 2022-2023, 2023-2024.
Il secondo, GRIDO DI LIBERTÀ, presentato nell’anno scolastico 2024-2025 e riproposto con integrazioni nell’anno scolastico 2025-2026, si articola in due percorsi tematici che reinventano e, in parte, riutilizzano fonti e materiali del precedente progetto VA’ PENSIERO.
Il primo percorso, Grida e voci di libertà, propone una riflessione e una rielaborazione sul concetto di libertà: “Realizza un’opera ispirata al quadro di Carlo Stragliati che racconti per chi e come grideresti oggi la tua voglia di libertà!”.
Il secondo, Donne e diritti, sviluppa il tema tra passato e presente in uno scenario globale, avendo come sfondo e punto di avvio le donne felici del dipinto di Stragliati che sventolano il tricolore sopra una folla in festa, dopo la cacciata degli Austriaci da Milano.
Il dipinto di Carlo Stragliati 23 marzo 1848, noto come Episodio delle Cinque Giornate in piazza Sant’Alessandro, che èconservato al Museo del Risorgimento di Milano, fa da minimo comun denominatore dell’intero progetto e funge da attivatore per entrambi i percorsi tematici.

Il progetto VA’ PENSIERO

La collaborazione tra la Sezione Didattica del Museo del Risorgimento e l’Associazione IRIS si inaugura ufficialmente Il 15 dicembre 2021, quando, nell’ambito dell’ottava edizione di Milanosifastoria, viene presentato Va’ pensiero: l’irresistibile viaggio delle idee, dal Risorgimento a oggi.

Nella cartolina d’invito all’incontro, che si tenne online per le restrizioni imposte dall’epidemia di Covid 19, è riprodotto un collage. Lo aveva costruito Michael Figueroa, studente presso la Scuola «Arte e Messaggio», rielaborando i personaggi di alcuni dipinti osservati durante la visita al Museo del Risorgimento di Milano

Nel collage sono, infatti, riconoscibili i dipinti:

– Giuseppe Garibaldi sull’ alture di Sant’Angelo davanti a Capua, (1861) di Gerolamo Induno. Nel quadro lo sguardo di Garibaldi è rivolto verso la pianura sottostante dove corre il Volturno, sulle cui sponde aveva riportato una delle più significative vittorie contro l’esercito borbonico.

– La cospiratrice o Giovane emigrata italiana che stringe sul cuore i colori nazionali (1850 – 1855) di Andrea Appiani, il Giovane.
Nel dipinto, presentato all’Esposizione Universale di Parigi del 1855, alcuni videro rappresentata la figura di Cristina Trivulzio di Belgioioso.
Il ritratto non è somigliante, ma è del tutto verosimile che il pittore abbia voluto rendere omaggio a una grande intellettuale e patriota, a lungo esule per motivi politici. [1]

Inoltre, possiamo riconoscere:
– Il generale napoleonico Teodoro Lechi, che durante le Cinque Giornate guidò la Guardia Nazionale Milanese, nel personaggio
riprodotto in due varianti (primo e ultimo da sinistra)[2].
– Ferdinando I d’Asburgo, un sovrano malaticcio e infelice che regnò sul trono di Vienna dal 1835 al 1848, nel personaggio seduto
sul trono in vesti imperiali[3].
La cartolina è un buon esempio del modo in cui la Sezione Didattica sapeva e sa interagire con insegnanti e studenti che visitano il Museo: nel caso specifico si utilizzò la creazione di un allievo di una scuola artistico-professionale, per comunicare con efficacia l’avvio di un nuovo progetto.

Il progetto GRIDO DI LIBERTÀ

Con Grido di libertà, negli anni scolastici 2024 – 2025 e 2025 – 2026, si propone alle scuole una riflessione creativa sul concetto di libertà, da sviluppare intorno a due temi:  
1. Grida e voci di libertà (tra Ottocento e secolo XXI, da Milano all’Italia, all’Europa e al Mondo)
2. Donne e diritti (dal Risorgimento alla nascita della Repubblica, ai giorni nostri).
A differenza del Progetto VA’ PENSIERO, gestito in periodo Covid, si prevede una restituzione condivisa dei lavori delle classi. Le restituzioni vengono organizzate rispettivamente nelle giornate del 15 e 28 maggio 2025 e del 26 maggio e 4 giugno 2026.

La cartolina d’invito riproduce il quadro di Carlo Stragliati sulle Cinque Giornate, oggi conservato al Museo del Risorgimento di Milano. Nel dipinto il pittore mette al centro tre figure femminili, in un momento di grande gioia condivisa e in un simbolico passaggio di testimone fra generazioni, mutuato dal tricolore. 
Nella rappresentazione di un ambiente domestico e, sullo sfondo, della città in festa, nel gioco tra interno ed esterno, il pittore pare identificare la libertà politica con la libertà personale, come se la liberazione della città dagli Austriaci fosse un’acquisizione di diritti per tutti: maschi e femmine, aristocratici e popolani, giovani e anziani.

 Allievi e allieve sono sollecitati a ispirarsi al dipinto per dar voce al proprio sentimento di libertà con un racconto, un video, un disegno, una poesia. Sono, inoltre, invitati a immedesimarsi con le giovani donne che sventolano felici il tricolore e a indicare per la conquista o la difesa di quale diritto (es. diritto di espressione, associazione, movimento, studio, lavoro, voto, …) avrebbero voglia di gridare a squarcia gola la propria gioia.

Come lavora la Sezione Didattica al Museo del Risorgimento

Sostiene Pablo Picasso che un quadro, una volta completato, non è statico, ma prende vita e muta secondo lo sguardo, il pensiero e il sentimento di chi lo osserva.[4] L’affermazione del pittore trova puntuale riscontro nelle molteplici letture e creazioni che i partecipanti al progetto Grido di Libertà hanno elaborato davanti al dipinto di Carlo Stragliati, sollecitati dalle indicazioni e dai materiali forniti per lo svolgimento del progetto stesso.
Le operatrici della Sezione Didattica[5] lavorano con metodo e con vicinanza empatica al vissuto degli adolescenti. Intorno a temi rilevanti rispetto al nostro presente, selezionano fonti scritte, visuali, sonore, le trattano con domande coerenti e inviti alla rielaborazione, in modo da suscitare l’interesse dei giovani studenti, favorirne la ricerca e sostenerla fino al risultato richiesto e agli esiti che gli stessi studenti intendono perseguire.
Ritroviamo questo modus operandi nei materiali e nelle richieste del progetto VA’ PENSIERO: l’irresistibile viaggio delle idee, dal Risorgimento a oggi e, ugualmente, nelle fonti selezionate e nelle indicazioni del progetto GRIDO DI LIBERTÀ.

  1. Per esempio, l’insurrezione milanese del marzo 1848, nota come le Cinque Giornate, viene accostata a rivolte del XX secolo, quali Piazza Tienanmen e la protesta del popolo iraniano guidata dal motto “Donna, Vita, Libertà”.
  2. I concetti di rivoluzione e rivolta sono trattati, con concreto riferimento alle Cinque Giornate, a cui è dedicata un’intera sala del Museo del Risorgimento di Milano. Ci si domanda, inoltre, con un punto di vista gandhiano, se una rivoluzione debba per forza essere violenta o se, invece, possa esserci una rivoluzione senza spargimento di sangue, un cambiamento non violento e di quale tipo.
  3. Sul tema dell’esilio, del dover lasciare casa e patria, si suggerisce un confronto tra figure di fuoriusciti risorgimentali quali Cristina Trivulzio di Belgioioso e Giuseppe Mazzini ed esuli del XX secolo, ad esempio Maria Zambrano e Antonio Machado.
  4. Su vestiti e oggetti, simboli identitari di coloro che li indossano, il cosiddetto cappello all’Ernani, proibito dalla polizia austriaca e volutamente esibito dai patrioti italiani nelle rivoluzioni del 1848 – 49, viene accostato al braccialetto mostrato nelle manifestazioni che, nell’ultimo decennio, hanno rivendicato “Verità per Giulio Regeni”, il giovane ricercatore arrestato e ucciso dalla polizia egiziana nel 2016.

Negli anni la Sezione Didattica del Museo del Risorgimento ha integrato l’offerta formativa alle Scuole, inserendo l’abituale visita didattica in progetti di educazione al patrimonio e educazione storica, dalla forte valenza affettiva, nei quali gli allievi sono coinvolti da protagonisti.
Un volume di recente pubblicazione [6] documenta il percorso e gli esiti della collaborazione che si è avviata nel 2021 -2022 tra la Sezione Didattica e l’associazione IRIS e che si è via via consolidata, nell’ambito delle successive edizioni del Progetto Milanosifastoria.

La proposta di IRIS per studiare il Risorgimento: fonti e attività in un ambiente digitale

IRIS è un’associazione nata nel 1999 che ha nell’acronimo la sua mission e negli insegnanti il destinatario privilegiato delle proprie attività. IRIS significa, come si è anticipato, “Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia”.

Dal 2021-2022 l’offerta della Sezione Didattica alle scuole può avvalersi del testo digitale Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale[7]. Le autrici e socie di IRIS: Silvana Citterio, Cristina Cocilovo, Marina Medi, Antonella Olivieri lo avevano pensato, per il 150° dell’Unità d’Italia, su temi – problemi che, pur originati nel periodo risorgimentale, mantenevano allora e mantengono oggi, una grande attualità.

Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale rappresenta una risorsa per la didattica a distanza e si è dimostrato uno strumento essenziale, nel quadro delle misure di contenimento che sospendevano le visite museali per la pandemia di Covid-19.
L’ambiente digitale si appoggia a fonti di vario tipo (atti ufficiali, memorialistica, fonti letterarie, iconografiche, musicali, saggi storiografici) per ricostruire, come ci dice il titolo, il processo di unificazione nazionale. Il Risorgimento vi è rappresentato come un lungo processo, dall’età napoleonica alla costruzione dello Stato nazionale, nel contesto internazionale del XIX secolo.
I materiali per la Scuola secondaria sono disposti in unità, a loro volta raggruppate in moduli: il primo modulo ci dà una visione di insieme del Risorgimento e dei suoi caratteri fondamentali, i moduli 2-6 ricostruiscono le tappe del percorso unitario secondo lo sviluppo cronologico degli eventi, i moduli 7-11 trattano, con taglio interdisciplinare, temi rilevanti, quali lo scenario internazionale, il Romanticismo, la guerra, le donne e le classi sociali nell’Ottocento. Una guida per i docenti completa il testo.
Una versione breve, in due moduli, è dedicata alla Scuola primaria.
Unità e moduli possono essere scomposti e ricomposti secondo diverse chiavi di lettura per sviluppare piste di lavoro adeguate ai differenti livelli scolari, al lavoro cooperativo dei gruppi e alle esigenze dei singoli.
In conclusione, un vasto repertorio digitale consono al modus operandi e alle intenzioni con cui la Sezione Didattica affronta e propone alle classi: temi, personaggi, eventi della storia risorgimentale.


[1] Cristina arrivò in Francia, dopo la rocambolesca fuga dalla polizia austriaca del 17 novembre 1830, e vi soggiornò per un decennio, prima al Sud e poi prevalentemente a Parigi. Dopo la caduta della Repubblica Romana, riparerà in Anatolia, vicino a Istanbul, dove acquisterà un fondo per gestire una sorta di comune agricola. Cristina rientrerà di nascosto e definitivamente in Italia solo nel 1856.
La sua testimonianza è raccontata in una lettera, tra i materiali forniti per i percorsi Lettere dal Risorgimento e Lettere dall’esilio.

[2] Una copia della copia realizzata nel 1941 da Gerolamo Calca da un precedente e perduto ritratto di Andrea Appiani è esposta al Museo del Risorgimento di Milano.

[3] Il ritratto fu eseguito da Giuseppe Sogni tra il 1840 e il 1845. È conservato al Museo del Risorgimento di Milano, come gli altri dipinti sopra citati.

[4] “Un quadro non è mai pensato o deciso anticipatamente: segue il mutamento d’un pensiero. Quando è finito, continua a cambiare secondo il sentimento di chi lo guarda. Vive una propria vita come una persona, subisce i mutamenti a cui la vita quotidiana ci sottopone… Vive soltanto attraverso l’uomo che lo guarda” (Picasso)

[5] Laura Bagarella, Stefania Bolzoni, Thea Rossi e, successivamente, la stessa Thea Rossi con Marzia Paraggi e Laura Rubino

[6]Progetti Didattici Con Le Scuole, a cura di Sezione Didattica Raccolte Storiche e Associazione IRIS – Milanosifastoria, Comune di Milano, giugno 2026.

[7]  Cfr. Citterio, S. (2021). Un ambiente digitale per insegnare e apprendere il Risorgimento. Didattica Della Storia – Journal of Research and Didactics of History, 3(1S), 76-89.
 https://doi.org/10.6092/issn.2704-8217/12534