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Nomadi, i grandi trascurati della storia

Membri di una tribù nomade della Mongolia
https://mydbook.giuntitvp.it/app/books/GIAC78_G7868579F/html/31

di Marina Medi e Paola Ricci

Costruire un quadro della civiltà nomade nella scuola primaria

Tra gli stereotipi e le semplificazioni presenti nei libri di testo della scuola primaria troviamo sempre l’affermazione che le popolazioni che vivevano di caccia, pesca e raccolta fossero nomadi. Per spiegare il concetto si dice in genere che seguivano le mandrie di animali selvaggi nei loro spostamenti stagionali per cacciarle. Difficilmente, in seguito, si approfondisce il concetto di nomadismo che rimane implicitamente connotato come un modo di vivere primitivo, sicuramente inferiore a quello di popolazioni che hanno imparato a vivere in modo sedentario. Inoltre, quando, nel corso della storia, popolazioni nomadi si affacciano in Europa, sono presentate come orde rapaci e sanguinarie, presto respinte o assorbite perché la storia l’hanno fatta e continuano a farla i popoli sedentari.

Pittura rupestre sull’altopiano Tassili n’Ajjer in Algeria. (Foto di Silvano Ceppi)

Le società agricole, che erano basate specialmente sui vegetali ed in particolare sui cereali, svilupparono le civiltà urbane.
I gruppi di allevatori, che traevano il loro sostentamento specialmente dalla carne e dal latte, diedero vita alle civiltà nomadi.  Per molto tempo agricoltori e pastori vissero in simbiosi, ciascuno avendo bisogno di prodotti dell’altro, e lo scambio poteva avvenire con una delle modalità utilizzate in società che non avevano elaborato sistemi monetari e cioè o il baratto, o il dono reciproco, o la razzia.
I rapporti quindi, potevano essere buoni, ma talvolta anche decisamente conflittuali. Però, a chi studia la società neolitica nella scuola primaria, e pure nella secondaria, viene presentata la vita nei villaggi agricoli, senza che una parola venga fatta sulla società di allevamento nomade. Il confronto, invece, permetterebbe di scoprire come bisogni simili degli esseri umani possono essere soddisfatti in modi diversi a seconda delle risorse dell’ambiente. Quindi, riteniamo importante far costruire agli studenti della scuola primaria anche il Quadro di civiltà della società nomade, per esempio utilizzando il seguente schema, adatto per ogni “Quadro di civiltà”:

  1. Vivere a…: presentazione dell’ambiente, di chi ci abita, del modo di vivere e delle loro attività 
  2. Incontri e scontri: altri gruppi umani con cui si entra in contatto in modo pacifico o conflittuale
  3. Eredità e tracce: aspetti di quella civiltà del passato che possiamo trovare nel presente sotto forma o di eredità culturali o di tracce fisiche

Un’ultima notazione: presentare i popoli paleolitici sempre in movimento per inseguire la cacciagione può far credere ai bambini che in questo modo man mano si siano diffusi in tutto il pianeta. Sappiamo invece che il processo di ominazione è avvenuto quando un gruppo umano era costretto a spostarsi dalla sua sede precedente perché la crescita della popolazione era diventata eccessiva rispetto alle risorse, oppure quando eventi naturali come i cambiamenti climatici o eruzioni vulcaniche rendevano difficile la sopravvivenza, o nel caso in cui scoppiavano conflitti interni o con popolazioni vicine. Si possono presentare alla classe situazioni di questo tipo in modo che arrivino a capire da soli che in quel caso diventa necessario, anche se doloroso, abbandonare il posto in cui si è vissuto e cercarne un altro. Poiché quelle stesse cause sono in gran parte alla base dei processi migratori anche oggi, può essere l’occasione per riconoscere come le migrazioni siano state un fenomeno costante nella storia dell’umanità e abbiano avuto conseguenze determinanti per la crescita della civiltà.

Per iniziare ad affrontare il tema, alleghiamo due brevi testi e qualche indicazione bibliografica o filmica:

Nomadi e sedentari nel mesolitico e nell’età dei metalli

Vivere in modo nomade nel passato e ancora oggi

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maggio 2023