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Chi siamo

Ci presentiamo

IRIS è un’associazione fondata a Milano nel 1999 e costituita da insegnanti, formatori, ricercatori e operatori dei beni culturali da anni impegnati in diversi ambiti:

  • didattica della storia e dell’area geo-storico-sociale;
  • divulgazione storiografica per la cittadinanza e Public History;
  • ricerca storico-didattica;
  • costruzione di percorsi didattici interdisciplinari nella prospettiva delle ‘educazioni’ (interculturale, alla cittadinanza democratica ed europea, ai diritti umani e dei minori, alle pari opportunità, alla pace, allo sviluppo sostenibile, al patrimonio, ai media ecc.);
  • uso di letteratura, cinema, musica, arti figurative, fotografia come fonti storiche;
  • uso critico dei media e delle nuove tecnologie;
  • formazione degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado (educazione degli adulti inclusa) e degli operatori dei beni culturali;
  • educazione permanente.

Dall’esperienza maturata e dalle domande poste dalle trasformazioni in atto nella scuola e nella società è nato il desiderio di costruire un contesto stabile di confronto sulle questioni oggi in gioco:

  • trasformazione dei saperi e dei curricoli;
  • nuove metodologie didattiche;
  • processi di trasformazione e persistenze di lunga durata della storia dell’umanità e in particolare della storia contemporanea;
  • Public History.

 

OPZIONI DI METODO 

Documento approvato il 23.5.2001 dal Consiglio Direttivo

  1. Iris colloca la sua elaborazione nella prospettiva di un curricolo verticale dalla scuola di base alla scuola secondaria superioreconcepito attorno a nuovi elementi positivi di discontinuità e continuitàche vadano a sostituire quelli, inadeguati, contenuti nel curricolo tradizionale (un esempio di continuità negativa è la ripetitività ciclica della storia generale; un esempio di discontinuità negativa è la rigida compartimentazione tra cicli scolari).
  2. La discontinuità tra cicli scolari deve tenere conto della diversità dei processi cognitivi e socio-affettivi degli allievi.
  3. La continuità tra i cicli scolari deve essere costruita attorno all’adozione di alcuni elementi di metodo comuni: gradualità nel passaggio degli studenti dalle ‘pre-conoscenze’ (saperi geostorico-sociali quotidiani, concetti spontanei, stereotipi) all’assimilazione dei saperi esperti geostorico-sociali; assunzione della motivazione allo studio come problema didattico centrale; uso di differenziati mediatori cognitivi, in funzione dei diversi stili di apprendimento degli allievi; dosaggio di obiettivi cognitivi e socio-affettivi; coerenza tra obiettivi, contenuti e metodi; adozione di pratiche di laboratorio storico e di area geostorico-socialefinalizzate a far acquisire procedure e operazioni della disciplina/area e consapevolezze di tipo metodologico.
  4. Nell’insegnamento della storia, l’esigenza di costruire quadri geostorico-sociali di riferimento può essere soddisfatta organizzando i contenuti attorno a grandi concetti periodizzanti, temi e problemi, tipologie e casi, filoni ricorrenti di temi e obiettivi. Va  sottoposta a critica la pretesa di esaustività e completezza del racconto storicocaratteristica della tradizionale storia generale ad impianto rigidamente cronologico-narrativo.
  5. Iris sottolinea la necessità che l’insegnamento della storia preveda forti aperture di tipo interdisciplinare, soprattutto nei confronti di  discipline affini – affini per oggetto e, in una certa misura, per concetti e metodi – come la geografia e le scienze sociali (ma non solo). La convinzione di tale necessitàoltre ad avere dei fondamenti epistemologici e storiografici, è operativamente giustificata dal fatto che sussistono nella scuola condizioni didattico-organizzative che facilitano l’individuazione di una vera e propria area di insegnamenti geostorico-socialiconfigurabile attorno a comuni macro-concetti fondativi (forze geostorico-sociali, fatti/fenomeni geostorico-sociali, contesti spaziali e temporali, variabili privilegiate) e collocata a metà tra l’approccio disciplinare in senso stretto e forme di interdisciplinarità più complesse.
  6. Connessa all’insistenza sulle aperture interdisciplinari è la convinzione che l’insegnamento della storia debba darsi un compito prioritario: quello di soddisfare il bisogno degli studenti di orientarsi nel mondo attuale. Da questa convinzione deriva una serie di implicazioni metodologiche abbastanza nette:
  • Grande attenzione alla soggettività degli studenti, nella relazione educativa, nella proposizione dei temi/problemi storici e connessi alla trasmissione della memoria tra le generazioni;
  • Percorsi didattici e progetti curricolari che stabiliscano un corretto ed esplicito rapporto tra presente e passato, dove l’indagine sul passato si motiva come tentativo di risposta alle più pressanti domande del presente e  restituisce la profondità storica del presente individuale e collettivo;
  • Stretto rapporto con le grandi finalità educative trasversali, come l’educazione allo sviluppo sostenibile, alla pace, alle pari opportunitàinterculturale, civica…, a cui la disciplina storica fornisce risorse metodologiche e concettuali e da cui  assorbe finalità e criteri di selezione dei contenuti, delle strategie didattiche, degli obiettivi;
  • Attenzione critica verso la produzione storiografica veicolata dai mass media, cui sempre più spesso gli studenti e il pubblico non specialistico si rivolgono per soddisfare i loro bisogni di conoscenza storica e di orientamento nel presente.
  1. Iris sostiene la necessità che l’elaborazione dei progetti curricolari, dei quadri generali di riferimento storico, delle pratiche di laboratorio riservi la dovuta attenzione scientifica e formativa alla dimensione mondiale e policentrica della  vicenda storica, e alla  pluralità dei punti di vista del racconto storico, sotto il profilo sociale e di genere. In altre parole: anche nella sfera dell’insegnamento è necessario che si compia il passaggio dalla Storia alle storie, con il conseguente ridimensionamento del tasso di etnocentrismosociocentrismo, sessocentrismo presente nel racconto della  tradizionale storia generale. L’associazione sottolinea con forza la centralità di un approccio integrato agli obiettivi socio-affettivi e cognitivi, connessi all’insegnamento della storia, e la necessità di non trascurare il valore formativo della disciplina. Questa scelta conduce ad una rivisitazione del tradizionale impianto storiografico dell’insegnamento della storia e all’apertura verso linee di ricerca storiografica ormai consolidate come la storia sociale, la World History, la storia di genere e delle soggettività.
  2. Infine, Iris rilancia un’idea della formazione, sperimentata in tutti questi anni, che ha l’obiettivo non solo di sostenere processi di innovazione e riforma dell’insegnamento della storia nella direzione indicata dalle opzioni precedentemente elencate, ma anche di stimolare la crescita di pratiche di cooperazione educativa e ricerca didattica tra gli insegnanti, nonché di costruire reti (anche telematiche) di comunicazione e scambio di esperienze.

I nostri obiettivi

Fare cultura storica

Esperienze e riflessioni comuni

Network docenti ed esperti

Percorsi didattici moderni

Servizio formativo adeguato

Public History